Il braccio di ferro tra Anthropic e Washington

La vicenda dell'espansione di Anthropic nel Regno Unito non è solo una questione di diplomazia, ma piuttosto un esempio di come un governo possa reagire di fronte ai principi di un'azienda. Verso la fine di febbraio, il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha posto un ultimatum al CEO di Anthropic, Dario Amodei: rimuovere i vincoli che impediscono a Claude, il Large Language Model (LLM) dell'azienda, di essere utilizzato per armi completamente autonome e per la sorveglianza di massa interna, o affrontare le conseguenze.

Amodei ha rifiutato di cedere, dichiarando che Anthropic non poteva, "in buona coscienza", accogliere la richiesta del Pentagono. Ha sostenuto che alcuni impieghi dell'AI possono "minare piuttosto che difendere i valori democratici". La risposta di Washington è stata immediata e decisa. Il governo ha ordinato a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l'uso della tecnicia di Anthropic e il Pentagono ha etichettato l'azienda come un rischio per la catena di approvvigionamento, una designazione solitamente riservata a entità straniere avversarie come Huawei. Di conseguenza, il contratto del Pentagono da 200 milioni di dollari è stato annullato. Le aziende del settore della difesa hanno istruito i propri dipendenti a interrompere l'uso di Claude e a passare ad alternative.

L'offerta strategica del Regno Unito

Mentre gli Stati Uniti punivano Anthropic, il Regno Unito osservava la situazione con una prospettiva diversa. Il Dipartimento per la Scienza, l'Innovazione e la Tecnologia (DSIT) del Regno Unito ha elaborato proposte per l'azienda da 380 miliardi di dollari, che includono una doppia quotazione in borsa sulla London Stock Exchange e un'espansione degli uffici nella capitale. Queste iniziative, sostenute dall'ufficio del Primo Ministro Keir Starmer, saranno presentate ad Amodei durante la sua visita a Londra a fine maggio.

Anthropic ha già una presenza significativa in Gran Bretagna, con circa 200 dipendenti, e ha nominato l'ex Primo Ministro Rishi Sunak come consulente senior lo scorso anno. L'infrastruttura per una solida presenza nel Regno Unito è dunque già consolidata. Ciò che il governo britannico offre ora è un chiaro segnale che l'approccio di Anthropic all'AI – fondato su vincoli etici intrinseci – è considerato un asset, non un ostacolo. Una doppia quotazione a Londra, se si concretizzasse, darebbe ad Anthropic accesso a investitori istituzionali europei in un momento in cui la sua posizione normativa interna negli Stati Uniti è ancora oggetto di contenzioso legale, con l'appello del Pentagono contro la designazione di rischio per la catena di approvvigionamento ancora pendente.

Etica come vantaggio competitivo e sovranità dei dati

La disputa è stata in gran parte inquadrata come una battaglia legale e politica, ma le sue implicazioni per la governance globale dell'AI sono più profonde. Gli avvocati di Anthropic hanno sostenuto in tribunale che Claude non è stato sviluppato per essere utilizzato per armi letali autonome senza supervisione umana, né per spiare i cittadini statunitensi, e che l'uso degli strumenti in questi modi rappresenterebbe un abuso della sua tecnicia. Il giudice distrettuale statunitense Rita Lin, che ha concesso un'ingiunzione preliminare che bloccava la "blacklist" a marzo, ha definito le azioni del governo "inquietanti" e ha concluso che probabilmente violavano la legge.

Questa constatazione giudiziaria è rilevante nel contesto britannico. Il Regno Unito si sta posizionando come un ambiente normativo intermedio tra l'attuale postura di Washington, che richiede un accesso militare illimitato, e Bruxelles, dove l'EU AI Act impone i propri vincoli. Il governo britannico si presenta come un'opzione che offre un ambiente meno restrittivo per le aziende di AI rispetto sia agli Stati Uniti che all'Unione Europea. Fondamentalmente, questa proposta non chiede ad Anthropic di abbandonare i principi etici che ha difeso in tribunale. Per le aziende che valutano il deployment di LLM, specialmente in settori regolamentati, la capacità di mantenere il controllo sulla sovranità dei dati e sull'uso etico dell'AI è un fattore critico, spesso orientando le scelte verso soluzioni self-hosted o ibride. AI-RADAR offre framework analitici su /llm-onpremise per valutare questi trade-off.

La corsa all'AI a Londra

L'iniziativa del Regno Unito per attrarre Anthropic non avviene in un vuoto. OpenAI si è già impegnata a fare di Londra il suo più grande hub di ricerca al di fuori degli Stati Uniti. Google, attraverso l'acquisizione di DeepMind nel 2014, ha consolidato la sua presenza a King's Cross. La corsa per assicurarsi le principali aziende di AI a Londra è già molto competitiva, e le attuali circostanze di Anthropic la rendono l'obiettivo più significativo finora.

Anthropic ha continuato la sua espansione internazionale indipendentemente dalle sue battaglie legali interne, aprendo un ufficio a Sydney come quarta sede nella regione Asia-Pacifico. La strategia di crescita globale è già in atto. Resta da vedere quanto di questa crescita Londra riuscirà a rivendicare. L'azienda che Washington ha messo al bando per avere una politica etica sull'AI è ora attivamente corteggiata da un altro governo del G7 che desidera esattamente questo approccio. Gli incontri di fine maggio con Amodei saranno rivelatori per il futuro di questa partnership.