Rinvio improvviso per RightsCon 2026 a Lusaka: la comunità tech in attesa

A pochi giorni dall'inizio previsto, la conferenza RightsCon 2026, uno degli appuntamenti globali più significativi nel campo dei diritti umani digitali, è stata improvvisamente rinviata dal governo dello Zambia. L'annuncio, giunto il 28 aprile, ha colto di sorpresa migliaia di ricercatori, accademici ed esperti di diritti umani che si stavano preparando a convergere a Lusaka, capitale dello Zambia, tra il 5 e l'8 maggio. Molti partecipanti e relatori erano già in viaggio, generando un'ondata di confusione e incertezza all'interno della comunità accademica e tecnicica.

RightsCon è riconosciuta a livello internazionale come una piattaforma cruciale per il dialogo sulle sfide e le opportunità legate ai diritti nell'era digitale, dalla privacy alla libertà di espressione online. Il suo rinvio solleva interrogativi importanti sulle dinamiche tra governi e organizzazioni della società civile in contesti di discussione sensibili.

Le motivazioni ufficiali e la reazione degli organizzatori

Il Ministro della Tecnologia e della Scienza dello Zambia, Felix Mutati, ha comunicato il rinvio il 28 aprile, dichiarando la necessità per il paese di disporre di più tempo. L'obiettivo sarebbe quello di assicurare che la conferenza "si allinei pienamente con le procedure nazionali, i protocolli diplomatici e l'obiettivo più ampio di promuovere una piattaforma di dialogo equilibrata e basata sul consenso". Mutati ha inoltre aggiunto che "alcuni relatori e partecipanti invitati sono ancora soggetti a procedure amministrative e di sicurezza in sospeso, che non sono state ancora concluse".

Successivamente, il Segretario Permanente del Ministero dell'Informazione e dei Media, Thabo Kawana, ha ribadito la posizione del governo, specificando che il rinvio è stato "reso necessario dalla necessità di una divulgazione completa di informazioni critiche relative a questioni tematiche chiave proposte per la discussione durante il Summit". Kawana ha sottolineato l'importanza di tale divulgazione per "garantire il pieno allineamento con i valori nazionali dello Zambia, le priorità politiche e le considerazioni di interesse pubblico più ampie". Nel frattempo, Access Now, l'organizzazione che promuove RightsCon, ha dichiarato sul proprio sito web di essere a conoscenza dell'annuncio mediatico, ma di non aver ancora ricevuto una comunicazione formale dal governo. L'organizzazione ha richiesto un incontro urgente con i ministeri coinvolti per ottenere maggiori chiarimenti.

Un contesto di sfide per i diritti digitali

Il rinvio di RightsCon 2026 si inserisce in un periodo già complesso per la ricerca sui diritti umani digitali a livello globale. Negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, i ricercatori che studiano la moderazione dei contenuti sui social media e argomenti correlati hanno affrontato ostacoli significativi, inclusa la revoca di visti per alcuni accademici. Questa situazione evidenzia una crescente tensione tra la ricerca indipendente e le politiche governative.

Anche RightsCon stessa ha incontrato difficoltà negli anni precedenti. L'edizione del 2025, tenutasi a Taipei, Taiwan, ha visto alcuni partecipanti costretti a rinunciare o a partecipare virtualmente all'ultimo minuto a causa di tagli ai finanziamenti da parte di agenzie statunitensi. Nel 2023, circa 300 partecipanti, in gran parte provenienti dal Sud globale, non hanno potuto prendere parte alla conferenza in Costa Rica a causa di problemi legati ai visti all'arrivo. Questi episodi sottolineano la fragilità e le complessità logistiche e politiche che caratterizzano l'organizzazione di eventi internazionali focalizzati su temi sensibili.

Implicazioni per la discussione sui diritti digitali

L'incertezza che circonda RightsCon 2026 ha lasciato molti partecipanti nell'impossibilità di prendere decisioni sui propri viaggi, con alcuni che si chiedono se imbarcarsi sui voli per Lusaka. La mancanza di una comunicazione chiara e tempestiva da parte delle autorità zambiane e la posizione di attesa di Access Now hanno amplificato la confusione.

Questo episodio evidenzia le sfide intrinseche nell'organizzazione di forum internazionali che affrontano questioni critiche come i diritti digitali, specialmente in contesti geopolitici complessi. La capacità di garantire piattaforme aperte e inclusive per il dialogo è fondamentale per il progresso in questo campo, e il rinvio di un evento di tale portata rappresenta un ostacolo significativo per la comunità globale impegnata nella promozione e protezione dei diritti nell'era digitale.