Un nuovo studio del Pew Research Center ha rilevato un'opinione pubblica sempre più negativa nei confronti dei data center negli Stati Uniti. Il sondaggio, condotto su un campione di oltre 8.500 adulti, ha rivelato che la maggior parte degli intervistati associa i data center a impatti negativi sull'ambiente, sui costi energetici domestici e sulla qualità della vita delle comunità circostanti.
Percezione pubblica e realtà
Solo una piccola percentuale degli intervistati ritiene che i data center abbiano un impatto positivo sull'ambiente o sulla creazione di posti di lavoro. Molti credono che, sebbene i data center possano aumentare le entrate fiscali locali, non portino necessariamente posti di lavoro qualificati e ben retribuiti nelle comunità in cui vengono costruiti. Uno studio dell'Università del Michigan ha rilevato che i posti di lavoro creati durante la costruzione sono spesso temporanei.
Preoccupazioni crescenti
Il crescente sentimento anti-data center si inserisce in un contesto di espansione infrastrutturale legata allo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale. Questa espansione comporta la costruzione di enormi edifici e infrastrutture energetiche, spesso senza un adeguato coinvolgimento delle comunità locali e con costi elevati. Alcune città si stanno attivamente opponendo alla costruzione di nuovi data center a causa delle preoccupazioni relative al consumo di energia, all'inquinamento e all'impatto sulle risorse idriche.
Proposta di moratoria
In risposta a queste crescenti preoccupazioni, il senatore Bernie Sanders ha proposto una moratoria sulla costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti. Sanders ha sottolineato la necessità di valutare attentamente l'impatto dell'intelligenza artificiale e della robotica sull'economia, sull'occupazione e sulla società nel suo complesso.
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