Lissi GmbH, fornitore europeo di connettività per wallet EUDI e tecnicia per credenziali verificabili, ha raccolto 3,5 milioni di euro in un round guidato da Ventech, con la partecipazione di BM H Beteiligungs-Managementgesellschaft Hessen e degli investitori esistenti main incubator (gruppo Commerzbank) e Ninepointfive Ventures. Il capitale servirà a sviluppare la piattaforma e il portafoglio prodotti con cui la società, fondata nel 2019, aiuta le organizzazioni a integrare wallet di identità digitale e credenziali verificabili nei propri servizi.
Il finanziamento arriva in un momento in cui la domanda di soluzioni di identità digitale affidabili e interoperabili cresce rapidamente, spinta anche dall’applicazione prevista per luglio 2027 del regolamento europeo antiriciclaggio (AMLR). Lissi si rivolge principalmente al settore finanziario: banche, assicurazioni, prestatori di servizi di pagamento e fornitori di fiducia rappresentano circa il 90 per cento della sua clientela, con nomi come itsme e Commerzbank già a bordo. La suite EUDI Wallet Connector dell’azienda è progettata per abilitare l’interoperabilità senza attriti tra wallet pubblici e privati in tutta l’Unione, con implementazioni sia nel settore pubblico sia in quello privato.
«Le istituzioni finanziarie hanno bisogno di soluzioni che si integrino perfettamente negli ambienti IT esistenti, permettendo al contempo di mantenere il pieno controllo sui dati dei clienti», ha dichiarato Helge Michael, CEO e co-fondatore di Lissi. «La nostra piattaforma è stata costruita per soddisfare questi requisiti: è conforme a eIDAS, flessibile nella distribuzione e allineata agli standard di sicurezza e compliance del settore finanziario». La fiducia accordata da primarie banche e fornitori di servizi finanziari, aggiunge Michael, dimostra la domanda di mercato per questo approccio.
Ma il round segnala qualcosa di più di una semplice crescita aziendale. Con investitori provenienti da Germania, Francia e Belgio e una rete di partner estesa in tutta l’Unione, Lissi si posiziona come fornitore tecnicico indipendente e pancuropeo per un’infrastruttura di identità digitale che non dipenda da piattaforme extra-UE. È una scelta strutturale che va oltre la conformità normativa: costruire uno strato di identità sovrano significa creare le condizioni affinché i dati personali e le transazioni rimangano sotto il controllo delle organizzazioni europee, senza passare per intermediari cloud basati in giurisdizioni esterne. In un contesto in cui sempre più aziende valutano deployment on-premise proprio per motivi di sovranità e controllo, la disponibilità di componenti software come quelli di Lissi diventa un abilitatore critico, perché garantisce che anche la verifica dell’identità — elemento trasversale a ogni servizio digitale — non sia delegata a terze parti al di fuori del perimetro di fiducia.
L’investimento consentirà inoltre di affrontare nuovi scenari di Open Finance resi possibili dai wallet di identità. Mentre le regole europee si fanno più stringenti, le stesse identità digitali diventano asset strategici: chi le gestisce in modo conforme e interoperabile potrà offrire servizi finanziari innovativi, dalla condivisione selettiva di dati all’accesso condizionato, senza cedere la proprietà delle informazioni. Per gli osservatori che seguono il crescente interesse verso architetture self-hosted e modelli di AI locale, la lezione è chiara: la sovranità digitale non riguarda solo i modelli di linguaggio, ma l’intera pila di servizi che abilitano casi d’uso concreti, a partire proprio dall’identità.
💬 Commenti (0)
🔒 Accedi o registrati per commentare gli articoli.
Nessun commento ancora. Sii il primo a commentare!