Meatly Raccoglie 10,4 Milioni di Sterline per il Più Grande Impianto di Bioreattori d'Europa
Meatly, azienda pionieristica nel settore della carne coltivata e la prima in Europa a commercializzare prodotti di questo tipo, ha annunciato un significativo round di finanziamento di Serie A, raccogliendo 10,4 milioni di sterline. Questo capitale è destinato a sostenere l'ambizioso progetto di costruzione di un impianto di bioreattori a Londra, che, con una capacità di 20.000 litri, si posizionerà come il più grande del suo genere nel continente europeo.
L'investimento sottolinea la crescente fiducia nel potenziale della carne coltivata come soluzione sostenibile per la produzione alimentare. Dal suo lancio nel 2022, Meatly si è dedicata a superare le principali sfide tecniche ed economiche che hanno storicamente ostacolato la scalabilità e l'accessibilità di questa tecnicia, aprendo la strada a una produzione più efficiente e a costi contenuti.
Progressi Tecnologici e Commerciali
L'azienda ha dimostrato notevoli progressi nel ridurre i costi di produzione, un fattore critico per la commercializzazione su larga scala della carne coltivata. Nel 2024, Meatly ha annunciato di aver abbattuto il costo del suo mezzo di coltura chimicamente definito e privo di proteine a soli 0,22 sterline al litro, un valore di riferimento nel settore. L'anno successivo, nel 2025, l'azienda ha ulteriormente migliorato l'efficienza, riducendo i costi dei bioreattori di circa dieci volte.
Questi sviluppi tecnici hanno permesso a Meatly di raggiungere importanti traguardi commerciali. Dopo aver ottenuto l'autorizzazione normativa nel 2024, l'azienda ha fatto storia nel 2025, vendendo il primo cibo per animali domestici a base di carne coltivata al mondo. Questo successo non solo convalida la fattibilità della tecnicia, ma apre anche nuove prospettive per l'applicazione della carne coltivata oltre il consumo umano diretto.
Visione Strategica e Supporto degli Investitori
Il nuovo finanziamento, che porta il capitale totale raccolto a 17,4 milioni di sterline (includendo i 7 milioni di sterline di seed funding da Agronomics e Pets at Home), proviene da un consorzio di investitori che include Oyster Bay Venture Capital, Clean Growth Fund e JamJar Investments. Questo sostegno finanziario è visto come un forte segnale di fiducia non solo per Meatly, ma per l'intero ecosistema britannico del foodtech e del biotech.
Owen Ensor, CEO di Meatly, ha espresso la sua visione, affermando che l'obiettivo primario dell'azienda è "rendere la carne coltivata commercialmente valida una realtà". Ha sottolineato come il team abbia sistematicamente lavorato per ridurre i costi chiave e costruire una solida base tecnica per la crescita, dichiarando l'azienda pronta a scalare la produzione grazie alla propria tecnicia all'avanguardia. Connor Duffy di Clean Growth Fund ha aggiunto che "ripensare la produzione di proteine è essenziale per affrontare la crisi climatica", evidenziando come Meatly stia dimostrando la possibilità di produrre carne reale in modo competitivo e con un impatto ambientale significativamente inferiore. Elise Schumacher di Oyster Bay Venture Capital ha concluso che Meatly sta "gettando le basi per una categoria di proteine interamente nuova".
Prospettive Future e Impatto sul Settore
L'immediato avvio dei lavori di allestimento per la nuova struttura londinese segna un passo cruciale verso la realizzazione degli obiettivi di Meatly. Con le prime consegne di prodotti previste per il 2027, l'azienda si prepara a consolidare la sua posizione di leader nel mercato emergente della carne coltivata. La capacità produttiva del nuovo impianto sarà fondamentale per soddisfare una domanda crescente e per dimostrare la scalabilità industriale di questa innovativa tecnicia.
Questo sviluppo non solo rafforza la posizione di Meatly, ma contribuisce anche a definire il futuro del settore alimentare, offrendo alternative sostenibili e etiche alla produzione tradizionale di carne. L'attenzione ai costi, alla scalabilità e all'impatto ambientale posiziona Meatly come un attore chiave nella transizione verso sistemi alimentari più resilienti e responsabili.
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