La recente notizia della chiusura di Horizon Worlds da parte di Meta ha suscitato reazioni contrastanti. Se da un lato molti hanno accolto la notizia con indifferenza, dall'altro ha generato preoccupazione e delusione in chi aveva investito tempo e risorse nella creazione di comunità virtuali all'interno della piattaforma.
La voce degli sviluppatori
Ruth Diaz, ex sviluppatrice di Meta, ha espresso pubblicamente il suo disappunto, parlando di un vero e proprio "tradimento istituzionale". Diaz ha sottolineato come molti creatori abbiano creduto nella promessa di trasformazione di Meta, dedicando il proprio lavoro alla costruzione di mondi virtuali e comunità. La sua esperienza evidenzia il potenziale della VR per creare spazi inclusivi e favorire connessioni umane significative.
Comunità virtuali e legami sociali
Horizon Worlds ha ospitato diverse iniziative, tra cui gruppi di supporto per alcolisti anonimi e servizi religiosi. La chiusura della piattaforma mette a rischio queste comunità, sollevando interrogativi sulla responsabilità delle aziende tecniciche nei confronti degli utenti che creano legami sociali all'interno dei loro ecosistemi. Wagner James Au, autore di "Making a Metaverse That Matters", ha sottolineato come le comunità del Metaverse siano importanti e permanenti, al di là di qualsiasi spazio 3D specifico.
Il futuro del Metaverse
Nonostante le difficoltà e le incertezze, Diaz rimane convinta del valore intrinseco degli strumenti di creazione virtuale. La sua speranza è che, nonostante le vicissitudini legate alle grandi aziende, il potenziale del Metaverse per favorire la connessione umana e l'espressione creativa possa essere realizzato in futuro.
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