Nabu si rafforza con un nuovo round di finanziamento

Nabu, azienda francese con sede tra Parigi e Strasburgo, ha annunciato di aver raccolto 3 milioni di euro in un round di finanziamento. Questo capitale è destinato ad accelerare l'espansione della società in tutta Europa e a consolidare la sua posizione nel settore dello sdoganamento digitale. Al round ha partecipato Getlink, affiancandosi agli investitori esistenti come Maersk Growth, che continua a supportare Nabu dopo il suo round pre-seed iniziale nel 2022.

Fondata nel 2022, Nabu offre una piattaforma che automatizza le formalità doganali per spedizionieri, broker doganali e aziende attive nel commercio internazionale. La sua tecnicia è progettata per convertire documenti e istruzioni dei clienti in dichiarazioni conformi e flussi di lavoro automatizzati, contribuendo a snellire le operazioni transfrontaliere.

L'AI al servizio delle dogane: efficienza e precisione

Il commercio internazionale è caratterizzato da una complessità crescente, influenzata da dinamiche geopolitiche in evoluzione e normative sempre più stringenti. In questo scenario, la necessità di processi doganali efficienti diventa cruciale. Nabu affronta questa sfida con un sistema basato su intelligenza artificiale che mira a ridurre il carico di lavoro manuale, migliorando al contempo velocità e accuratezza.

Secondo l'azienda, le dichiarazioni possono essere gestite in modo significativamente più rapido e con un minor numero di errori, consentendo ai team di concentrarsi su attività a più alto valore aggiunto. La piattaforma è già utilizzata da un'ampia gamma di organizzazioni, dai broker doganali indipendenti ai grandi gruppi di trasporto internazionali, dimostrando la sua capacità di supportare diverse esigenze operative. Una quota crescente delle attività si svolge già al di fuori della Francia, evidenziando una precoce trazione nei mercati internazionali.

Implicazioni per la sovranità dei dati e il deployment

L'adozione di soluzioni basate su intelligenza artificiale per la gestione di dati sensibili, come quelli doganali e commerciali, solleva questioni importanti relative alla sovranità dei dati e alla compliance normativa. Le aziende che operano nel commercio internazionale devono spesso conformarsi a regolamentazioni severe sulla protezione dei dati, come il GDPR in Europa, rendendo la scelta del deployment un fattore critico.

Per i CTO e gli architetti infrastrutturali che valutano l'implementazione di sistemi AI, la possibilità di un deployment self-hosted o on-premise può offrire maggiore controllo sui dati e sulla sicurezza. Sebbene la fonte non specifichi il modello di deployment di Nabu, la gestione automatizzata di formalità doganali implica un'attenzione particolare alla localizzazione e alla protezione delle informazioni. AI-RADAR, ad esempio, offre framework analitici per valutare i trade-off tra soluzioni self-hosted e cloud, considerando aspetti come il TCO e la sovranità dei dati, fondamentali per carichi di lavoro AI/LLM.

Prospettive future e visione di Nabu

Arnaud Doly, CEO e fondatore di Nabu, ha sottolineato la complessità amministrativa generata da ogni spedizione transfrontaliera. “La nostra ambizione è assorbirla e renderla gestibile, ovunque nel mondo, in modo armonizzato, affidabile e trasparente”, ha dichiarato Doly. Questa visione guida la strategia di espansione e sviluppo del prodotto dell'azienda.

Il capitale appena raccolto sarà impiegato per espandere la presenza di Nabu nei mercati europei esistenti e supportare l'ingresso in nuovi. L'azienda prevede inoltre di continuare a sviluppare la propria piattaforma, migliorando l'automazione, le performance e l'esperienza utente. L'obiettivo a lungo termine è estendere gradualmente la piattaforma oltre le dichiarazioni doganali, per coprire ulteriori formalità transfrontaliere, consolidando la sua offerta nel panorama del commercio internazionale.