Huawei sta accelerando lo sviluppo di reti agentiche, con l'obiettivo di creare un'infrastruttura dove gli agenti AI gestiscono le connessioni di rete.
Agentic Core e A2A-T
Huawei ha presentato Agentic Core, un'architettura di rete a tre motori progettata per supportare le esigenze degli agenti AI. Inoltre, ha promosso A2A-T (Agent-to-Agent for Telecom), un protocollo open source per la collaborazione tra agenti in ambienti di telecomunicazione, sviluppato in collaborazione con partner industriali e formalizzato da TM Forum.
La sfida dell'interoperabilità
Attualmente, le architetture di rete sono ottimizzate per il traffico generato da utenti umani. Gli agenti AI, con le loro esigenze specifiche di larghezza di banda e latenza, richiedono un approccio diverso. Huawei propone reti "intent-driven", dove l'AI all'interno della rete interpreta le richieste e alloca dinamicamente le risorse.
L'interoperabilità tra agenti è cruciale. Google ha lanciato il protocollo Agent2Agent (A2A) per l'integrazione a livello enterprise. A2A-T di Huawei si concentra invece sul livello di rete, affrontando requisiti di affidabilità, sicurezza e latenza specifici per le telecomunicazioni. Senza un protocollo condiviso, ogni interazione tra agenti richiederebbe integrazioni personalizzate, limitando la scalabilità.
Open source per l'adozione
Huawei ha scelto di rendere open source A2A-T per accelerarne l'adozione. Il progetto include un SDK per l'integrazione standardizzata degli agenti, un Registry Centre per l'autenticazione e la gestione delle competenze, e un Orchestration Centre con strumenti visuali low-code/no-code. L'obiettivo è ridurre le barriere all'ingresso per gli operatori e gli integratori, semplificando l'implementazione di reti agentiche.
Per chi valuta deployment on-premise, esistono trade-off da considerare. AI-RADAR offre framework analitici su /llm-onpremise per valutare questi aspetti.
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