La promessa e i rischi dello scoring embrionale
La possibilità di selezionare embrioni in base a caratteristiche genetiche desiderabili sta diventando realtà, grazie ai test genetici preimpianto (PGT). Se da un lato molti concordano sull'opportunità di escludere gravi malattie genetiche, dall'altro la valutazione di tratti come l'aspetto fisico o l'intelligenza suscita forti controversie.
PGT-P: una nuova frontiera
Il PGT, disponibile dagli anni '90, si è evoluto con il PGT-P, che analizza centinaia di varianti genetiche per calcolare probabilità statistiche sullo sviluppo di determinate caratteristiche. Aziende come Genomic Prediction e Orchid hanno aperto la strada, seguite da Herasight e Nucleus Genomics, che promettono di valutare un'ampia gamma di tratti, inclusa l'intelligenza.
Un dibattito acceso
Questi test, con costi fino a 50.000 dollari, sono al centro di un acceso dibattito. Le critiche spaziano dai timori di eugenetica alla messa in discussione del valore clinico dei punteggi ottenuti. Nonostante ciò, la pratica si sta diffondendo, supportata da figure di spicco della Silicio Valley, ed è ora disponibile in oltre 100 cliniche negli Stati Uniti. L'aumento della concorrenza potrebbe portare a una riduzione dei prezzi e a un miglioramento dei servizi PGT.
Contesto generale
La diagnosi genetica preimpianto (PGD) è una procedura utilizzata durante la fecondazione in vitro (IVF). Gli embrioni vengono testati per anomalie genetiche prima di essere impiantati nell'utero. Questa tecnica offre alle coppie a rischio di trasmettere malattie genetiche la possibilità di avere figli sani. La PGD solleva importanti questioni etiche, in particolare riguardo alla selezione degli embrioni e al potenziale impatto sulla diversità genetica umana.
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