L'avvio del servizio a Zagabria

Verne ha annunciato il lancio del primo servizio di robotaxi commerciale in Europa, inaugurando le operazioni a Zagabria, in Croazia. A partire da oggi, i cittadini possono prenotare e pagare una corsa autonoma tramite l'applicazione di Verne, un servizio che sarà presto integrato anche nell'app Uber, grazie a una partnership strategica recentemente siglata tra le tre aziende.

Questo traguardo rappresenta il culmine di diversi anni di sviluppo e di una stretta collaborazione con le autorità di regolamentazione, posizionando Verne tra i leader emergenti della mobilità autonoma nel continente. Marko Pejković, co-fondatore e CEO di Verne, ha sottolineato l'importanza di questo momento: "Per la prima volta in Europa, esiste un vero servizio di robotaxi commerciale. Le persone possono usarlo e fare vere corse autonome. Avevamo detto che avremmo lanciato a Zagabria nel 2026. Oggi, lo abbiamo fatto. Questo è solo l'inizio."

Dettagli operativi e prospettive di espansione

Il deployment commerciale iniziale impiegherà veicoli elettrici equipaggiati con il sistema di guida autonoma di settima generazione di Pony.ai. Questi veicoli opereranno in modalità autonoma, sebbene nella fase iniziale del rollout saranno presenti operatori qualificati a bordo per supervisionare le operazioni. La zona di servizio iniziale copre i distretti chiave della capitale croata, con piani ambiziosi per espandere la copertura all'intera città.

L'obiettivo delle aziende è passare a operazioni completamente senza conducente il prima possibile, subordinatamente alle approvazioni normative e al raggiungimento degli standard di sicurezza e affidabilità richiesti. Verne ha già avviato discussioni per ottenere permessi in 11 città tra l'Unione Europea, il Regno Unito e il Medio Oriente, con oltre 30 città aggiuntive attualmente in fase di valutazione. A lungo termine, Verne prevede anche il deployment di un proprio robotaxi a due posti, progettato specificamente per il ride-hailing senza conducente. Questo approccio sottolinea la necessità di un'infrastruttura AI robusta e localizzata per gestire l'inference in tempo reale e garantire la sovranità dei dati in ogni area operativa.

Il panorama europeo della mobilità autonoma: un confronto

Il lancio di Verne segna un'evoluzione rispetto ai percorsi precedenti verso l'autonomia veicolare in Europa. Fino a poco tempo fa, uno dei protagonisti regionali più noti era l'azienda francese EasyMile, pioniera negli shuttle autonomi L4 completamente senza conducente, come l'EZ10 da 12 posti, impiegato in contesti come parchi aziendali, campus e strade commerciali. EasyMile opera in tutta Europa, con shuttle autonomi attivi su strade pubbliche in diverse città tedesche e francesi. Tuttavia, all'inizio di quest'anno, l'azienda ha annunciato un pivot strategico verso applicazioni heavy-duty per aeroporti e siti industriali, concentrandosi sulle licenze software per questi mercati, dove l'autonomia è considerata commercialmente più sostenibile oggi.

Parallelamente, l'azienda tedesca Fernride sviluppa sistemi di autotrasporto autonomo supervisionati da operatori umani, utilizzati in terminal container, piazzali industriali e logistica della difesa. La sua tecnicia, che prevede il retrofit di veicoli esistenti con AI, sensori e software, è già stata impiegata in operazioni reali e ha ottenuto l'approvazione TÜV per i camion autonomi in Europa nel 2025. Fernride è stata acquisita da Quantum Systems a fine 2025, nell'ambito di una strategia più ampia per costruire uno stack di autonomia multi-dominio che abbracci sistemi aerei e terrestri. Nel frattempo, la svedese Einride implementa flotte elettriche e i suoi veicoli "Pod" senza conducente, che possono operare autonomamente o essere controllati da remoto. L'azienda si posiziona come operatore di trasporto merci basato su software, ottimizzando consegne e gestione delle flotte.

Approcci alternativi e implicazioni per l'infrastruttura AI

A fronte di questi sviluppi, anche attori globali come l'americana Waymo hanno annunciato l'intenzione di lanciare un servizio di ride-hailing completamente senza conducente a Londra entro il quarto trimestre del 2026, con test intensivi già in corso. Un approccio diverso alla mobilità autonoma è stato invece esplorato dal teledriving, con aziende come l'estone Elmo e la tedesca Vay. Questo modello prevede la consegna di un veicolo elettrico all'utente tramite un operatore remoto; l'utente prende il controllo per il viaggio e, al termine, un altro operatore remoto si occupa del parcheggio, eliminando la ricerca di posti auto.

Questi diversi approcci evidenziano un panorama frammentato ma interconnesso per l'automazione veicolare in Europa, che spazia da ambienti controllati e casi d'uso industriali a complessi contesti urbani. Per le aziende che valutano il deployment di soluzioni AI in questi settori, è fondamentale considerare i trade-off tra l'elaborazione centralizzata nel cloud e l'inference distribuita all'edge. La necessità di bassa latenza per la sicurezza, la gestione di grandi volumi di dati dei sensori e le stringenti normative sulla sovranità dei dati (come il GDPR) rendono le architetture self-hosted o ibride particolarmente attraenti. Per chi valuta deployment on-premise, esistono framework analitici come quelli offerti da AI-RADAR su /llm-onpremise per comprendere i trade-off tra soluzioni self-hosted e basate su cloud, specialmente in contesti che richiedono bassa latenza e controllo diretto sull'infrastruttura e sui dati.