L'Europa verso l'indipendenza digitale
Per oltre un decennio, l'Europa ha fatto affidamento sulle Big Tech statunitensi per le fondamenta della sua economia digitale. Tuttavia, con l'inasprimento delle normative, le tensioni geopolitiche e l'importanza strategica dell'intelligenza artificiale, questa dipendenza รจ sempre meno sostenibile.
La Commissione Europea ha lanciato una consultazione sull'open source, con l'obiettivo di incentivare le comunitร di sviluppatori europei a creare e mantenere infrastrutture digitali fondamentali per l'autonomia tecnicica del continente.
Alternative europee: un ecosistema in espansione
Molte aziende europee offrono valide alternative alle soluzioni delle Big Tech, coprendo diversi settori:
- Infrastrutture cloud: Crypt.ee, DNS4EU, Evroc, Exoscale, Hetzner, IONOS Cloud, Open Telekom Cloud, OVHcloud, Scaleway, UpCloud.
- Intelligenza artificiale: Aleph Alpha, Dataiku, DeepL, eTranslation, Internxt AI, LightOn, Mistral AI, Noxtua, Silo AI, Tilde.
- Piattaforme per sviluppatori: Capacities, Firebase, GitLab, Lovable, Infobip, Krock.io.
- Collaborazione e chat: Element, Jitsi, Nextcloud Talk, Olvid, Wire.
- Email e produttivitร : Infomaniak, Nextcloud, OnlyOffice, Proton, Tutanota.
- Ricerca e navigazione: Brave, Ecosia, Mojeek, Qwant, Startpage, Vivaldi.
- VPN: Nym.
- Mappe e localizzazione: OpenStreetMap, Organic Maps.
- Marketplace: BackMarket, Bought, BuyCycle, Codressing, Faircado, Liki24, NOLD, OnBuy, Swappie, Uphavin, Valyuu, Vinted.
- Social e contenuti: Dailymotion, Lemmy, Mastodon, Open Vibe, PeerTube.
- Hardware: Nothing, Murena, Fairphone.
Il ruolo del Sovereign Tech Fund tedesco
Un esempio virtuoso di intervento statale รจ il Sovereign Tech Fund tedesco, che investe in tecnicie open source fondamentali, trattandole come un bene pubblico essenziale. Nei primi due anni, ha investito 23 milioni di euro in oltre 60 progetti a livello mondiale.
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