Tre anni fa Samsung bloccò l’uso di ChatGPT dopo che informazioni sensibili erano finite su server esterni. Oggi il gigante sudcoreano cambia completamente rotta: i dipendenti di Samsung Electronics in Corea e quelli della divisione Device eXperience nel mondo avranno accesso a ChatGPT Enterprise e a Codex, strumenti di intelligenza artificiale destinati a funzioni tecniche e non, dallo sviluppo software al marketing fino alla produzione.
Dai timori ai controlli: la formula Enterprise
Il ritorno in grande stile è reso possibile dalla versione enterprise del chatbot di OpenAI. A differenza dei prodotti consumer, ChatGPT Enterprise offre controlli granulari per la protezione dei dati, la gestione degli accessi e l’amministrazione degli utenti. Le organizzazioni possono applicare policy di sicurezza interne, decidere chi può usare lo strumento e monitorare i flussi informativi. OpenAI sottolinea che l’impiego copre l’intera popolazione aziendale coreana di Samsung Electronics e tutti i dipendenti della divisione DX – quella che abbraccia smartphone, elettronica di consumo ed elettrodomestici – senza limitarsi a singole unità operative.
L’annuncio sancisce la volontà di Samsung di superare le preoccupazioni che nel 2023 avevano portato al divieto: ora l’AI generativa entra nei processi aziendali con la promessa di supportare compiti come ricerca di informazioni, bozze di documenti, sviluppo di idee, interpretazione di dati e produzione di codice.
Codex: codice e molto altro
A fianco del chatbot, entra in scena Codex, il tool orientato alle attività di scrittura, revisione e debugging del codice. OpenAI dichiara oltre 5 milioni di utenti settimanali e, per la Corea, una crescita dell’attenzione quasi dell’800% dall’inizio di febbraio 2026. Codex non servirà solo agli sviluppatori: Samsung lo utilizzerà anche per realizzare strumenti interni, siti web, prototipi software e flussi di lavoro automatizzati, coinvolgendo team non tecnici nella creazione di soluzioni digitali.
Harrison Kim, general manager di OpenAI Korea, parla di uno dei più grandi deployment aziendali mai siglati, sottolineando come l’AI venga distribuita trasversalmente e non confinata a reparti specifici.
Il filo della memoria: Samsung e la fornitura per Stargate
La decisione non è isolata. Nell’ottobre 2025 Samsung aveva annunciato una partnership come fornitore strategico di memorie per l’iniziativa infrastrutturale Stargate di OpenAI. La domanda di memoria di OpenAI, secondo fonti di governo sudcoreano citate da Reuters, potrebbe raggiungere 900.000 wafer DRAM al mese. Samsung Electronics e SK Hynix insieme controllano circa il 70% del mercato globale della DRAM e quasi l’80% di quello della memoria a larga banda passante (HBM), essenziale per muovere dati velocemente tra memoria e processori nei sistemi AI.
Anche Samsung SDS, controllata specializzata in servizi IT, ha avviato collaborazioni con OpenAI per sviluppare data center AI e offrire servizi di consulenza, deployment e gestione per le imprese che integrano modelli OpenAI nei propri sistemi interni. Un accordo di rivendita permetterà inoltre alle aziende coreane di adottare ChatGPT Enterprise attraverso Samsung SDS.
Il nodo del deployment: cloud controllato o on-premise?
Per chi osserva il mercato dell’AI aziendale, l’operazione Samsung è esemplare: dopo il timore iniziale per la sovranità dei dati, la soluzione non è stata la rinuncia, bensì l’adozione di una piattaforma cloud con controlli di sicurezza rafforzati. È un percorso sempre più battuto, come mostrano le rilevazioni Deloitte 2026: il 66% delle organizzazioni dichiara guadagni di produttività o efficienza, il 53% miglioramenti nell’analisi e nelle decisioni.
Tuttavia, il discorso non si chiude qui. Lo stesso studio e un sondaggio Bpifrance sulle medie imprese francesi riportano che solo il 17% delle aziende che usano AI generativa riscontra risparmi di tempo tangibili. La mera disponibilità degli strumenti non basta: serve un’integrazione profonda nei processi, formazione e una chiara valutazione del TCO (TCO). Inoltre, per realtà con obblighi stringenti di residenza dei dati o regolamentazioni di settore, l’accesso via cloud – pur con i crismi della versione Enterprise – potrebbe non essere sufficiente. Il dibattito su deployment cloud versus on-premise resta centrale, e la scelta di Samsung mostra come anche colossi industriali cerchino compromessi fra rapidità di adozione e controlli di governance.
L’apertura di Samsung a ChatGPT Enterprise e la contemporanea spinta sulla filiera delle memorie confermano una tendenza: l’AI generativa sta diventando uno strumento pervasivo, con implicazioni che vanno molto oltre la scrittura di testi o il codice, arrivando a toccare la catena di approvvigionamento hardware e la strategia di sicurezza dei dati.
💬 Commenti (0)
🔒 Accedi o registrati per commentare gli articoli.
Nessun commento ancora. Sii il primo a commentare!