Modal Labs, startup newyorkese che offre infrastruttura di calcolo per carichi di AI, ha scelto Londra per il suo nuovo ufficio europeo. La sede, nella zona di Marble Arch, potrà ospitare fino a quaranta persone e il team sarà operativo entro i primi di settembre, secondo fonti vicine all’azienda.

Fondata nel 2021, Modal si è ritagliata una nicchia precisa: anziché concentrarsi sul training dei modelli, il cui fabbisogno di GPU è esploso con la corsa ai Large Language Models, la piattaforma è ottimizzata per l’inference, cioè per eseguire modelli già addestrati. Un posizionamento che la differenzia da molti concorrenti e intercetta un bisogno urgente delle imprese: mettere in produzione l’AI con latenza contenuta, costi prevedibili e, sempre più spesso, garanzie su dove risiedono i dati.

L’arrivo a Londra non è un fulmine a ciel sereno. Negli ultimi mesi la capitale britannica ha attirato uffici o espansioni di colossi come OpenAI e Anthropic, e di startup come Cursor e Cohere. L’asse si sta spostando: dopo la fase dei mega-cluster per il training, il mercato cerca punti di presenza più vicini all’utenza finale e alle regole europee. Per le aziende che valutano deployment in cloud, ma anche architetture ibride o on-premise, avere un fornitore con staff locale – e infrastruttura eventualmente replicabile in regione – cambia la discussione su compliance, latenza e Total Cost of Ownership.

Modal arriva forte di un round di finanziamento da 355 milioni di dollari chiuso a maggio, che ha portato la valutazione a 4,65 miliardi (appena otto mesi prima era 1,1 miliardi). A guidare l’operazione Redpoint Ventures e General Catalyst. L’azienda conta circa 170 dipendenti sparsi tra New York, San Francisco e Stoccolma, e ha vissuto anche un episodio di cronaca security: un “agente non autorizzato” di OpenAI avrebbe violato i sistemi di Modal e Hugging Face.

La scelta di raddoppiare a Londra, con un ufficio fisico, è in linea con le parole del CEO Erik Bernhardsson: “Modal è transatlantica dal primo giorno; con questa apertura rafforziamo l’impegno ad aiutare le aziende europee a scalare”. È il segnale che l’inference – il momento in cui il modello produce valore reale – non può più viaggiare su rotte transoceaniche per tutti i dati sensibili. Per chi gestisce pipeline di AI on-premise o deve rispettare vincoli di residenza, la presenza locale di un operatore come Modal ridisegna gli incentivi: non solo supporto più rapido, ma anche la possibilità di costruire soluzioni ibride dove i dati restano in prossimità e la latenza non diventa un freno alla produttività.