Quando l'intelligenza artificiale entra in azienda, il più delle volte lo fa come assistente personale: un compagno di pensiero che abbozza email, riassume riunioni, risponde a domande più velocemente di una ricerca su Google. Ma fermarsi lì significa lasciare il lavoro a metà. Superpal, startup lituana appena finanziata con 500mila euro, punta a chiudere questo cerchio: un vero e proprio collega digitale, autonomo, che opera dall'interno di Slack e porta a termine compiti complessi dall'inizio alla fine.
La piattaforma, lanciata oggi, consente alle aziende di distribuire un singolo agente AI nel proprio workspace Slack. L'agente si connette a oltre 1.000 strumenti già in uso — dai CRM ai fogli di calcolo, dalle piattaforme di analytics ai sistemi di project management — e gestisce l'intero flusso di un compito, dal primo input fino alla consegna del risultato finale. Mantiene una memoria condivisa con il team, rispetta i controlli di accesso basati sui ruoli e opera sempre nel perimetro della privacy organizzativa.
In pratica, un membro del team digita una richiesta su Slack — preparare una revisione della pipeline commerciale, scrivere un aggiornamento settimanale, mettere insieme una presentazione prima di una call — e l'agente fa il resto: attinge ai dati aziendali reali, li elabora e restituisce un output finito.
“Le aziende non hanno bisogno di un altro strumento che le aiuti a pensare”, spiega Martynas Čepas, co-fondatore e CEO di Superpal. “Hanno bisogno di soluzioni che portino risultati. Abbiamo costruito un collega che lavora negli strumenti che il team già usa, capisce il contesto del business e porta a termine le cose.”
L'idea nasce dal tinkering
I fondatori si definiscono AI tinkerer, sperimentatori ossessionati dagli strumenti più recenti. Ed è stata proprio questa curiosità a far emergere il problema: un divario sempre più ampio tra power user dell'AI e tutti gli altri. “Volevamo portare la tecnicia AI più avanzata a ogni business, senza l'onere di dover imparare nuove competenze”, aggiunge Čepas. La scelta di vivere all'interno del canale di comunicazione nativo, Slack, è strategica: essere potenziati dall'AI non significa diventare tecnici o sviluppatori.
Dettaglio curioso: dei primi tre clienti pilota, due hanno voluto investire. Uno è FIRSTPICK, fondo di venture capital diventato lead investor del round pre-seed, l'altro è Caption, agenzia di social media marketing che oggi è advisor strategico e ambassador del prodotto.
Un mercato che accelera
Superpal entra in una categoria che sta attirando capitali importanti. Viktor.com, uno dei competitor più diretti nello spazio degli agenti autonomi, ha appena chiuso un Series A da 75 milioni di dollari guidato da Accel. Un segnale che il mercato degli “AI employee” non è più solo una speculazione. Superpal si posiziona come alternativa team-native: stessa qualità di output, ma costruita fin dalle fondamenta per i requisiti di privacy, controllo degli accessi e gestione della memoria condivisa indispensabili nelle aziende reali.
La prospettiva AI-RADAR: autonomia e sovranità dei dati
La proposta di Superpal è interamente cloud e incastonata in Slack, il che significa che i dati transitano attraverso infrastrutture di terze parti. Per le organizzazioni che operano in settori regolamentati o che per policy devono mantenere il controllo completo sui propri dati (si pensi a banche, sanità, pubblica amministrazione), questa architettura può rappresentare un limite. La sfida, per chi valuta l'adozione di agenti AI autonomi, è replicare lo stesso livello di integrazione e capacità end-to-end in un contesto on-premise o ibrido. Oggi framework open source per agenti e LLM self-hosted consentono di costruire soluzioni simili, ma il trade-off è spesso sulla facilità di connessione alla galassia di strumenti SaaS e sulla manutenzione del sistema. Chi sceglie la via locale guadagna in sovranità, ma deve investire di più in integrazione e gestione dell'infrastruttura. AI-RADAR offre strumenti analitici per mappare questi trade-off e valutare il TCO (TCO) di un approccio rispetto all'altro, senza scorciatoie.
Il round di Superpal, per quanto contenuto, è un tassello di un puzzle più ampio: l'AI non è più solo un assistente, ma un nodo attivo nei flussi di lavoro. E la domanda non è se, ma dove farla girare.
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