Un clone di Word girato su un Surface Arm e funzionante abbastanza bene da attirare l'attenzione: il primo assaggio di WordCraft non dimostra che Office ha un sostituto, ma mostra qualcosa di più interessante. ArtCraft ha aggiunto le alternative a Word, Excel e PowerPoint alla sua raccolta di applicazioni Rust. Le descrive come reimplementazioni clean-room di software proprietario. Nei repository GitHub compaiono anche progetti ispirati a Photoshop, Illustrator e Premiere Pro. Lo sviluppo, ammette l'azienda, si appoggia pesantemente a Claude. WordCraft riprende l'impianto di Microsoft Word, ma con bottoni, icone e immagini differenti. Per dizionario e sillabazione usa la Moby Hyphenator II di Grady Ward, di pubblico dominio. La doppia licenza MIT o Apache 2.0 è un altro segnale: il codice è pensato per essere guardato, copiato e adattato.

ArtCraft è attenta a ripetere che WordCraft è in pre-alpha. La stima di parità reale di funzioni è al 62%, e l'azienda dice che un alpha per la scrittura quotidiana è vicino. Ma la roadmap lascia pochi dubbi: il test della compatibilità DOCX contro una collezione di file reali non è partito; grafici, SmartArt e oggetti OLE incorporati sono esclusi. Per ora, tenerlo fuori dai carichi produttivi è la scelta ragionevole.

La questione legale è il vero filtro. Neil Brown di decoded.legal ricorda che la posizione dipende dalla giurisdizione. I sostenitori della reimplementazione pulita hanno una tesi: se le funzionalità sono state implementate in modo indipendente, senza accesso al codice sorgente del software originale, la reimplementazione complessiva non viola. Ma la situazione, aggiunge Brown, è destinata a essere interessante e probabilmente contenziosa, specie quando la parte che può sentirsi danneggiata ha tasche profonde, molti avvocati e parecchio da perdere. ArtCraft sostiene di essere partita da specifiche pubbliche e osservazione, usando asset originali o a licenza aperta. The Document Foundation, che sviluppa LibreOffice, ha preferito non commentare. Microsoft ha confermato di aver ricevuto la richiesta ma non ha aggiunto altro. Adobe ha rifiutato di commentare i progetti che puntano alle sue applicazioni creative.

Qui emerge il cortocircuito strutturale. Claude è un LLM di Anthropic; Microsoft ha integrato Copilot in GitHub. L'uso intensivo di un LLM per costruire alternative a Word, Excel e PowerPoint inverte la narrativa secondo cui l'AI coding è soprattutto una leva per i grandi vendor. Abbassa il costo di decodificare formati, generare codice Rust e produrre cloni funzionalmente compatibili, anche se incompleti. Non è un problema solo per Microsoft: Adobe, che non ha commentato i progetti sulle app creative, osserva la stessa dinamica su Photoshop e Premiere Pro. Per le startup e per i team piccoli, il vantaggio non è il modello in sé ma l'accesso a un compagno di sviluppo capace di accelerare la parte più onerosa: la ricostruzione dell'interfaccia e dei formati di interscambio.

Su un piano locale, WordCraft gira su Arm, il che conta per dispositivi leggeri e ambienti con vincoli di risorse. Ma il divario con Office resta nella compatibilità con i file esistenti: senza test DOCX su documenti reali, un passaggio di suite è fuori discussione. Il TCO, in questo stadio, non è misurabile. L'unica certezza è che il progetto segnala una direzione: l'AI generativa usata per produrre software nativo e permissivo può erodere il territorio degli incumbents non attraverso una battaglia sui brevetti, ma abbassando il costo dell'alternativa. Il fatto che il codice sia in Rust e dual-licensed è coerente con questa posizione: performance locale, controllo e assenza di un canone cloud.

Negli anni a venire, sarebbe riccamente ironico se gli strumenti di programmazione AI togliessero ricavi all'azienda che ha portato Copilot su GitHub.