Sei miliardi di litri d'acqua all'anno non prelevati dalle reti idriche locali: è il risparmio stimato per i due campus che EdgeConneX sta costruendo a Cyberjaya e Johor, in Malesia. Un dato che da solo basterebbe a segnare una discontinuità nel Sud-est asiatico, dove la competizione per le risorse idriche tra data center, agricoltura e usi civili è sempre più accesa. Ma è solo l'effetto tangibile di una scelta progettuale più radicale: abbandonare il raffreddamento evaporativo in favore di un sistema a ciclo chiuso, capace di gestire densità di potenza oggi impensabili per la maggior parte delle strutture legacy.
I numeri parlano chiaro. EdgeConneX metterà in campo oltre 500 MW di capacità complessiva, con rack predisposti per assorbire da 20–200 kW nei carichi ibridi di breve termine fino a oltre 600 kW quando i cluster GPU di nuova generazione entreranno a regime. Ogni data hall può attingere a blocchi modulari di alimentazione da 12 MW, scalabili in funzione della crescita dei carichi. Il tutto sotto un tetto certificato NVIDIA DGX: la conformità agli standard del partner garantisce che l'intera catena di distribuzione elettrica, il raffreddamento e la topologia di rete siano già validati per i sistemi DGX, riducendo rischio tecnico e complessità di deployment per clienti enterprise e hyperscaler.
Dietro la flessibilità dichiarata c'è una filosofia architetturale che l'azienda chiama "data-center-as-a-backplane": l'edificio diventa una piattaforma programmabile, dove la configurazione del raffreddamento e la distribuzione elettrica possono essere riconfigurate senza interventi strutturali pesanti. Un corridoio può ospitare rack CPU da 30 kW mentre quello accanto gestisce un cluster GPU da 200 kW, e tutto può evolvere nell'arco di 20-30 anni di vita utile dell'impianto. Per chi deploya LLM on-premise, questo approccio ha implicazioni immediate. Significa evitare retrofit straordinari quando le architetture dei chip cambiano ogni 18-24 mesi, contenendo il TCO e non rimanendo intrappolati in configurazioni obsolete, un aspetto che sta diventando dirimente per le aziende che vogliono mantenere la sovranità sui propri dati senza vincolarsi a un singolo vendor o a un'unica generazione di hardware.
L'altro pilastro è la gestione termica. Invece delle torri evaporative che dissipano calore attraverso l'acqua, i campus di Cyberjaya e Johor usano tecnicia di rejection del calore non evaporativa e chiller ad alta efficienza, in grado di assecondare rack raffreddati a liquido senza consumare una goccia. A regime, il risparmio sarà di circa 9 milioni di litri al giorno a Cyberjaya e 7,6 milioni a Johor. Una differenza cruciale in una regione dove diversi operatori faticano a ottenere permessi per l'approvvigionamento idrico. EdgeConneX punta alla neutralità idrica entro il 2030 e alla certificazione UL 2799 zero-waste-to-landfill nei nuovi siti entro 18-24 mesi dall'avvio, replicando quanto già fatto a Jakarta.
L'indipendenza energetica completa il framework. Entrambi i campus saranno ancorati a una sottostazione da 275 kV, la prima nella regione metropolitana di Kuala Lumpur, che consente di operare scollegati dalla rete nazionale se necessario. È una risposta concreta ai vincoli di carico che stanno frenando lo sviluppo di data center in altre economie del Sud-est asiatico, e al tempo stesso un asset negoziale per le aziende che devono garantire continuità di servizio a carichi di inference mission-critical.
Per l'ecosistema locale, EdgeConneX promette assunzioni in larga prevalenza locali e programmi di formazione tecnica attivi dal secondo semestre 2026, sulla scia di iniziative simili già avviate a Dublino, Atlanta e nella Silicon Valley. Resta da vedere come queste infrastrutture verranno effettivamente popolate: la prima fase è attesa nel primo trimestre 2027 e il mix effettivo tra training, inference e carichi ibridi dipenderà dalla velocità con cui le ambizioni AI dei clienti prenderanno forma. Ma la direzione è chiara: chi costruisce oggi un data center per l'IA non può più permettersi di farlo pensando solo alla potenza di oggi, né alla disponibilità idrica di ieri.
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